CONGRESSO DELLA FDS: IL MIO PENSIERO

Durante la crisi governativa del centro-destra, che mette nuovamente in risalto l’imperfezione di un coatto sistema bipolare e l’impossibilità di un sistema bipartitico. Durante una crisi lavorativa di spaventose proporzioni; e che a discapito di quanto ci dicano i nostri governanti, colpisce anche l’Italia con 650000 lavoratori in cassa integrazione a 0 ore e con un tasso di disoccupazione dell’11% (aggravato dal fatto che il nostro tasso d’occupazione è il più basso d’Europa). Durante la deriva populista e xenofoba, con il conseguente smarrimento di valori, si è tenuto il 20 e il 21 novembre a Roma, all’Hotel Ergife, il primo Congresso della neonata Federazione della Sinistra. Soggetto nuovo non è visto che il progetto è in campo dal 2009 e i partiti promotori (purtroppo) sono sempre quelli: Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà. E’ stato un congresso vivo, interessante e partecipato, dove molti lavoratori ed esponenti dei movimenti e della società civile hanno portato il loro contributo. Le parole d’ordine sono state soprattutto unità della sinistra, partendo dalle forze presenti a Roma il 16 ottobre alla manifestazione della Fiom, e unità dei comunisti. L’interlocutore privilegiato è stato indubbiamente Nichi Vendola; e si è confermata la strategia dell’alleanza democratica con le forze del centro-sinistra per mandare a casa Berlusconi alle prossime (probabili) elezioni di primavera.

In questo brevissimo e sintetico excursus vi è tutta la sostanza della Federazione. Un progetto politico che mi appassiona, perchè dopo tanti anni vi è il tentativo di unificare la sinistra e non di dividerla come si è sempre fatto; e vi è la volontà di creare un vero polo autonomo dal PD per far sì che tutte le persone che lottano, dagli studenti ai lavoratori, possano trovare in noi un vero interlocutore politico che in questi anni è mancato. Certo la Federazione si è costituita in ritardo, visto che si poteva fare tutto questo molto tempo prima, e soprattutto all’Ergife si sono trovati gli stessi uomini che si erano ritrovati il 5 dicembre 2009 per sancire la costituzione di questa entità: Ferrero, Diliberto, Salvi e Patta. Non siamo riusciti ad attrarre un solo partito nuovo. Per fortuna siamo presenti in tutte le lotte e nei vari movimenti che stanno nascendo da queste; un passo fondamentale per riconquistare quel consenso che abbiamo perduto. Certo è che se in un anno non hai attratto nessuno qualcosa vorrà pur dire. E il suo significato sta nella mancanza di una linea strategica. Spesso noi ci facciamo trasportare dagli eventi: ora siamo vicini a Nichi Vendola, ora siamo più vicini ai movimenti, a Sinistra Critica al PCL ecc.. Dobbiamo essere coerenti e scegliere una strada e battere quella; solo così potremo attrarre nuove forze. Se continuiamo a barcamenarci lasceremo disorientati e scontenti tutti quelli che ci seguono con passione e speranza.

La parola fondamentale del Congresso è stata quella dell’unità a sinistra. Un’unità che credo sia fondamentale per sconfiggere un blocco granitico di poteri forti che vanno dal Vaticano alla Confindustria. Un’unità che in questo modo si prefigga di lottare realmente per i lavoratori e di dare una forte sponda politica alle loro rivendicazioni. Ed è naturale che l’interlocutore principale sia SEL e il suo leader Nichi Vendola, con cui abbiamo una diversità di visione politica nell’immediato, ma soprattutto tantissimi punti di convergenza. Voglio però ricordare che SEL non è la panacea di tutti i mali e quindi noi dobbiamo guardare anche con interesse alle forze alla nostra sinistra e soprattutto ai movimenti che sono fondamentali. Dobbiamo recuperare quel filo con la società civile; società che in passato eravamo riusciti ad attrarre grazie ad una politica coerente di lotte e rivendicazioni.

L’unità dei comunisti è poi fondamentale: agli occhi dell’opinione pubblica siamo quelli che ci rompiamo per i posti di potere; ai comunisti non devono interessare i posti di potere. Noi dobbiamo entrare in parlamento per poter portare ad un livello alto tutte le rivendicazioni lavorative e delle persone disagiate; questo a noi deve interessare. La frammentazione di tutte le forze che si dichiarano marxiste porta solo incertezza e scontento nell’elettorato; ed è per questo che è fondamentale riunificare ciò che si è disfatto anni prima. Il processo non è certo breve; ci vogliono tempi e modalità ben precise, ma l’unità dei comunisti, partendo dalle forze che tali si dichiarano nella Federazione della Sinistra, è un passo obbligato da fare.

Per concludere tocco il tema dell’alleanza democratica da tanti criticato. Io lo vedo come positivo. Certo se cade Berlusconi non cade quel sistema che noi vogliamo cambiare e che l’ha portato ad essere protagonista sulle scene politiche per vent’anni. Ma il rischio di vedere nuovamente il Nano al potere, e il rischio ancora più grande di vederlo nel 2013 come Presidente della Repubblica deve farci capire che non possiamo permetterlo. E’ lo stesso nostro elettorato che ci chiede di cacciarlo. Per far questo si è arrivati ad un (probabile) accordo: partecipazione alle elezioni con le forze del centro-sinistra, ma nessun ruolo governativo. Sicuramente non faremo un accordo dando carta bianca; sarà un accordo su pochi punti (legge elettorale, giustizia sociale, lavoro) su cui si potrebbe dare un appoggio al governo qualora vengano presentate delle buone leggi sotto tutti i punti di vista. Quindi sostanzialmente sostegno iniziale, ma poi mani libere per fare una politica coerente e vicina ai più deboli. Perchè è questo il ruolo che deve avere una Sinistra vera: stare con chi lotta, con chi ha meno, con chi ha bisogno. La Federazione della Sinistra deve e può ricoprire questo ruolo. Ora non ci resta che rimboccarci le maniche e lavorare! Avanti Compagni!

Ecco i simboli della Federazione della Sinistra. Il vecchio simbolo a sx verrà usato per tutto il 2011. Il nuovo simbolo (a dx) lo sostituirà a partire dal 2012

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