SULL’ATTUALITA’

Il referendum sull’accordo-ricatto di Marchionne a Mirafiori è passato grazie al 54% dei voti. I voti decisivi sono stati espressi da 421 impiegati (su un totale di 442) che hanno fatto pendere verso il sì l’asticella. Da notare il fatto che la proposta dell’AD di Fiat non menziona assolutamente coloro che lavorano negli uffici. Le tute blu si erano praticamente divise, con solamente 9 voti in più per il sì. Per la dignità operaia questo è un grande risultato; mentre è un risultato completamente negativo per quanto riguarda la vita lavorativa e per gli operai stessi che vedono svanire sotto i loro occhi molti diritti sindacali che la generazione che li ha preceduti aveva guadagnato con mesi e mesi di lotte. Questa proposta di Marchionne, inutile ribadirlo orrenda e tipica della visione capitalista, ha aiutato a pulire le acque nella zona della politica. Molti esponenti sono usciti allo scoperto. Scontato il sostegno del centro-destra all’uomo in pullover; meno scontato, ma non del tutto inaspettato, il sostegno da parte di molti deputati del PD come Fassino, Veltroni ecc… Vendola sta dalla parte degli operai, come è ovvio che sia, ma poi si definisce liberista in economia (una sorta di gatto che si morde la coda). Di Pietro si schiera subito dalla parte degli operai, ma il suo capogruppo alla Camera, Donadi, si schiera dalla parte di Marchionne. I lavoratori in questo guazzabuglio elettorale si saranno sicuramente accorti che chi sta da sempre dalla loro parte è quella tanto vituperata Federazione della Sinistra, che si è schierata sin dalla prima ora a fianco della Fiom.

Purtroppo in questi momenti di crisi servirebbe un governo forte che si schieri dalla parte dei lavoratori. Ma vediamo bene che questo non succede. Anzi la classe dirigente gira il dito nella piaga, nelle difficoltà della gente comune e fa il tifo per gli imprenditori. Infatti sono sempre i meno benestanti a dover pagare le conseguenze di una crisi causata e creata da speculatori finanziari tollerati dai vari governi, in particolar modo dal nostro. Facciamo qualche semplice esempio: nel 2011 avremo aumenti un pò in tutti i settori. Si parte dal cinema che aumenta di 1 euro (che finisce direttamente nelle casse dello Stato); abbiamo aumenti dei bus (rincari che variano di città in città); aumenti nel settore ferroviario con la compagnia Trenitalia-Le Nord, coordinata dalla regione Lombardia, che aumenterà i prezzi delle sue corse del 20% in due tranche. Ma questo non era il governo dell’abbassamento delle tasse? E la benzina? Com’è possibile che costi così tanto? E perchè il governo non blocca la speculazione delle compagnie petrolifere? Ma è naturale! Perchè i loro interessi sono rivolti verso queste grandi holding e non verso le persone, verso i lavoratori.

E’ ora che la gente che li ha sempre sostenuti apra gli occhi! Ed è ora che la Sinistra torni ad essere degna ti tale nome; lasci la deriva centrista e costruisca un polo alternativo vero alle folli politiche liberiste di questi tempi! Questo chiede la gente, questo è quanto chiedono gli operai che, a Mirafiori e a Pomigliano, con grande dignità hanno dato un segnale forte e urlato a gran voce nuovamente: NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!!

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