LA LOTTA CHE NON C’E’

In questi giorni di gossip nel mondo abbiamo grandi rivolte popolari. Si va dalla Tunisia, dove l’opposizione è riuscita a scacciare il despota Ben Ali, per cui è stato emesso un mandato d’arresto internazionale, passando per l’Albania, dove si protesta per l’elevato grado di corruzione e i brogli del leader Berisha, per il Gabon e lo Yemen, arrivando all’Egitto dove, con scontri sanguinosi e purtroppo mortali, la piazza chiede le dimissioni del governo di Mubarak. Tutti questi sono gli sviluppi di politiche autoritarie e scellerate verso la popolazione che non ha quasi risorse per sostentarsi, e di brogli per mantenere il potere, perpetrati da persone corrotte e senza senso dello stato. Da queste genti che molti ritengono inferiori a noi c’arriva un messaggio di grandissima dignità e di grandissimo orgoglio; non si accettano più soprusi; si vuole una vera libertà, non regimi autoritari e corrotti; si combatte contro questo neo-liberismo, che ha portato solo disoccupazione e un peggioramento delle condizioni di vita. E nella nostra cara nazione, che sta succedendo? Tutti i problemi sopracitati sono presenti anche da noi.

Succede che tutti i telegiornali, tutti i programmi d’approfondimento trattano delle escort di Berlusconi e non dei problemi reali del Paese, spostando quindi intenzionalmente l’attenzione verso fatti che hanno sì una loro rilevanza ma che non sono niente di fronte alle difficoltà del momento. Intendiamoci, è giusto informare la gente su quanto sta facendo Berlusconi, cioè sulle figure orrende a cui ha costretto l’Italia nel mondo; se confermato sull’accusa gravissima di mettere le ragazze in Parlamento o nei vari Consigli per liberarsi di esse dal suo libro paga (intercettazione tra Nicole Minetti e Barbara Faggioli); sulle azioni deprecabili di un Presidente del Consiglio che per via delle serate folli è stanco (documenti resi noti da Wikileaks) e salta addirittura incontri o cerimonie. E’ quindi uno scenario surreale. Ma a questa situazione come reagisce l’Italia? Come reagisce un popolo che non riesce più a distinguere tra la dignità e l’ignominia? E’ paradossale anche come non si ribelli a questo stato di cose: ad una politica che è solo fare i propri interessi; ad un’economia che è indirizzata a svenare le persone; ad un settore lavorativo che ogni giorno viene smantellato dei suoi diritti, per paventati investimenti. Si sta sviluppando un capitalismo cannibale che si mangia i suoi stessi addetti, i lavoratori. In Italia probabilmente manca quella voglia di lottare; è passato l’ideale del lassismo, il pensiero “tanto noi non possiamo farci niente”. Non c’è niente di più sbagliato di questo. Per fortuna una risposta contraria a tutto ciò c’è ancora; ed è quel popolo che si è visto ieri alle manifestazioni della Fiom; quella gente che chiede delle regole e dei paletti per questo capitalismo scellerato; quelle persone che chiedono dignità per un Paese che da troppi anni, per via del berlusconismo, viene ridicolizzato.

E’ proprio da questa gente che le forze politiche a sinistra del PD (lo escludo in quanto è contro, ovviamente, lo schifo prodotto da Berlusconi, ma a favore di questo pazzo neoliberismo) devono ritrovarsi; per poter essere quel faro su cui incanalare tutti gli ideali positivi di questo grandissimo popolo. E’ da qui che bisogna far partire il polo autonomo della sinistra: un polo che metta alla base di tutto la Costituzione, che al primo punto, lo ricordo sempre, dice “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Proprio il lavoro, veicolo di dignità per un popolo. Ed è normale che dal momento che si svilisce il lavoro, e tutto ciò che ci sta intorno, è tutta l’Italia a risentirne;ma dovrebbe essere anche tutta l’Italia che lavora a non accettare questo stato di cose; invece molti hanno accettato di essere servi, servi del padrone. Di un solo padrone..

2 pensieri su “LA LOTTA CHE NON C’E’

  1. sono d’accordo su quello che hai scritto,è vero,il pensiero della gente ormai rassegnata è questo “noi,cosa possiamo fare,tanto i politici fanno quello che vogliono”o addirittura”è inutile andare a votare tanto sono sempre loro che decidono”ne ho sentiti tanti di questi discorsi e anke chi l’ha fatto sul serio(io non sono in questo numero intendiamoci ho sempre votato,magari sbagliando..)la gente si deve svegliare magari leggendo quello che scrivi..

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  2. Hai pienamente ragione Paola.. La gente deve uscire dal suo guscio; partecipare; partecipare vuol dire vivere il proprio paese e migliorarlo.. Speriamo che in questi momenti bui la gente riesca a ragionare e a capire quanto sia importante esserci!

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