L’INTERVENTO IN LIBIA: UNA PAZZIA!

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

Eccolo qua l’articolo 11 della nostra Costituzione. Un articolo chiarissimo che non lascia adito a possibili altre interpretazioni: “L’Italia ripudia la guerra come strumenti di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.” La pericolosa involuzione che ha investito la Libia ci porta alla luce un mondo da sempre in guerra; guerre capitaliste, fatte per accaparrarsi zone d’influenza e d’interesse. Quindi come sempre dietro alle ragioni di facciata dell’intervento, abbiamo un giro di soldi incredibile e inimmaginabile. La volontà della Francia, e di conseguenza dell’Unione Europea, di assicurarsi il controllo economico della Libia ha prevalso sul buon senso, termine e pratica sconosciuta ai grandi della terra in casi come questi. Che Gheddafi fosse un dittatore autoritario non lo scopriamo di certo oggi; ma è strano come da un giorno all’altro la benevolenza riservatagli soprattutto dall’Unione Europea sia mutata così velocemente in avversione. E il ruolo più ambiguo in questa storia chi poteva avercelo se non l’Italia e la sua classe dirigente di bassa lega?

L’Italia aveva stipulato un accordo, che ora dovrebbe essere decaduto, con la Libia. Addirittura in questo si sottolineava come la nostra nazione non avrebbe mai prestato basi militari per attacchi contro lo stato africano. Ancora più ridicolo è il fatto che l’Italia sia stata una delle maggiori fornitrici di armi alla nazione libica dalla fine dell’embargo nel 2004. I dati ISTAT riportavano l’esportazione di materiale bellico per un totale di 8,1 milioni di euro a tutto il 2009. Grazie ad un’inchiesta di “Altreconomia” siamo ora anche in grado di quantificare il numero di armi date in dotazione alle forze governative libiche: 7500 pistole, 1900 carabine e 1800 fucili. L’Italia era poi il paese che, grazie al suo amato Presidente del Consiglio, aveva ospitato Gheddafi facendolo passare come il più grande amico mai avuto; riservandogli un parco di Roma dove poter alloggiare con le sue tende, con i suoi delegati e con le sue donne, facendosi scambiare quasi per una compagnia circense. Silvio Berlusconi era il politico che aveva fatto il baciamano al rais e che ora gli volta le spalle.

Venerdì 18 marzo il parlamento italiano ha ratificato il sostegno alla risoluzione dell’ONU per l’intervento in Libia. Da notare ci sono alcune cose veramente imbarazzanti. La prima è che l’attacco alla Libia venga fatto da un’organizzazione come l’ONU che teoricamente dovrebbe essere una forza che garantisce la pace e non la guerra. Ma sappiamo tutti che quando ci sono così  tanti interessi, il dio denaro fa mutare molti pensieri. La seconda situazione grave è la presa di posizione di alcune forze politiche del nostro parlamento. Mi riferisco in particolar modo al PD e in misura minore anche all’IDV; forze che si dicono di centro-sinistra ma che, la prima vota a favore della guerra e quindi di nuovi morti, la seconda non ha la forza di dire NO e si astiene. E’ così difficile per queste realtà politiche dire fermamente che la guerra è il metodo più errato per risolvere qualunque controversia? E’ così difficile schierarsi contro nuovi morti, soprattutto civili. Allora non sono serviti proprio a niente le esperienze in Afghanistan e in Iraq: nello stato dei Taliban solo nel biennio 2009-2010 sono morti più di 5 mila civili, mentre nella nazione che è stata di Saddam Hussein abbiamo una vera e propria ecatombe: dal marzo 2003 le vittime sarebbero più di 110 mila.

Di fronte a dati come questi la cosa che balza all’occhio è la miopia gigantesca di un’intera classe dirigente, che per interessi economici non ha problemi a sacrificare vite umane. Perchè non si sono sostenuti da subito i ribelli contro Gheddafi? Sarebbe stata la soluzione meno traumatica sia per numero di morti che per il passaggio di poteri dal rais ai ribelli. Invece si è deciso di temporeggiare pensando già, probabilmente, ad un attacco in grande stile. Di certo questa è la soluzione peggiore umanamente parlando. Ma quando ci sono in gioco soldi e potere, i sentimenti umani non esistono più. Come dimostra il voto del nostro parlamento italiano.

Good morning Libia.

8 pensieri su “L’INTERVENTO IN LIBIA: UNA PAZZIA!

  1. I nostri politici sono come marionette che si lasciano manovrare dal potere e dal denaro x nn dimenticarci del petrolio sopratutto, che tra l’altro la Libia è una buona fornitrice in quasi tutta Europa.Gheddafi è un pazzo sanguinario,ma questo si è sempre saputo,solo che ora dopo anni di attesa hanno trovato il pretesto x attaccare,nn certo x aiutare il popolo libico ma solo x il motivo prima menzionato.Il volta faccia e la vigliaccheria dei nostri politici fa venire il volta stomaco,pronti a sacrificare la vita dei civili,come se l’ Italia nn ne avesse sacrificato abbastanza, siamo nel 2011 ma dai tempi che furono nn è cambiato niente.La situazione è veramente preoccupante e spaventosa,dove andremo a finire?

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  2. La dietrologia è l’ultima delle cose a cui ricorrere in un momento come questo.
    Se volessimo metterci a contare quali e quante volte i governi di tutto il mondo, non solo quello italiano, siano incappati in vistosi moti d’incoerenza non ne usciremmo più!
    Il gioco vale la candela, a discapito delle centinaia di civili e non che fin’ora hanno perso la vita. E le vite che ancora saranno spezzate. Le guerre non si fanno mai per motivi umanitari: le guerre si fanno per interessi, e gli interessi da sempre sono economici. L’economia moderna ruota intorno all’energia: la domanda di petrolio aumenta nel mondo, il prezzo del greggio lievita di conseguenza.
    All’Europa non restava altra scelta che ricorrere alla forza. Il perchè? Molto semplice.
    Le prime insurrezioni, e l’uso di esercito e cecchini da parte di Gheddhafi contro la propria gente ha fatto inorridire il mondo intero: non condannare certi atteggiamenti da parte dei principali governi occidentali sarebbe stato clamoroso. E cosa sarebbe accaduto se alla fine i ribelli cel’avessero fatta a cacciare il rais? Avrebbero imposto prezzi altissimi e condizioni estremamente gravose nell’intelaiatura dei rapporti energetici con i partner europei. Quindi riconoscere ed appoggiare la loro causa è stato inevitabile.
    Ma il passare delle settimane ha dimostrato che il Colonnello tiene duro, anzi, comincia a riprendere il controllo del paese con la forza ed a costo della vita di centinaia di libici. Cosa sarebbe accaduto se una volta appoggiati i ribelli e lasciala la Libia al suo destino, Gheddhafi fosse riuscito a ristabilire l’ordine? Il colonnello avrebbe rivisto, in peggio naturalmente, i propri rapporti con l’Europa ed il mondo “traditore”, anche in tal caso nel settore dell’energia, degli investimenti con i famosi fondi sovrani e gli appalti per le forniture d’armi.
    Insomma, dal punto di vista strettamente politico, e geopolitico, l’attacco è un atto dovuto pur se mascherato dietro un becero umanitarismo.

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    • Io non sono assolutamente d’accordo con te Raffaele (mi permetto di darti del tu, posso?). Non sono d’accordo in quanto non credo che esista nessuna guerra giusta; dal momento che muore una persona il gioco non vale più la candela. Il tuo punto di vista è molto strutturato però credo anche che la cacciata dei ribelli da parte di Gheddafi non avrebbe potuto aprire lo scenario che tu hai ventilato: primo perchè non conosciamo il futuro e quindi non possiamo dirlo; secondariamente, e questa è la mia visione, gli insorti chiedevano la fine di una dittatura e l’inizio di una democrazia. Ciò vuol dire fine della tirannia, ma anche fine dell’autoritarismo sotto l’aspetto economico. Non più uno solo che decide quantità e prezzi dei prodotti, ma una concorrenza di società che permettono questo. Quindi i prezzi sarebbero potuti rimanere alterati o addirittura abbassarsi.
      Poi per rispondere alla tua seconda domanda io credo che nel caso in cui gli insorti fossero riusciti a prendere il controllo del paese, l’ONU era legittimato ad intervenire come forza umanitaria di pace; cioè garantendo la sicurezza e l’ordine pubblico. Garentendo quindi una transizione tranquilla. In questo modo Gheddafi non sarebbe mai tornato.
      Per tutto questo io sono ostinatamente contrario a questa guerra!

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  3. come vedo io questo articolo sbandierato ogni tal volta che un popolo si ribella contro i sui dittatori ..
    ART 11 DELLA CONSTITUZIONE ITALIANA……“L’Italia ripudia la guerra come strumenti di offesa alla libertà degli altri popoli ….I STATI CHE HANNO DECISO DI DIFENDERE RIBELLI ( COME VENGONO CARATERIZZATI DA VOI COLORO CHE ALZZANO LA VOCE CONTRO UN DITTATORE ) LO FANNO PER DIFENDERE I MANIFESTATNTI DIVENTATI COMBATENTI PER LA LIBERTA’
    e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali …..CERTO COSI COM’E SUCESSO IN ROMANIA , MENTRE VOI CI AVETE LASCIATI SOLI LA FRANCIA E L’AMERICA STAVANO GIA , LA GIU TRA NOI , I REVOLUZIONARI – RIBELLI COME VENGONO CHIAMATI QUI
    oggi cerchiamo di cancellare o far dimenticare la figura di m…da fata dal nostro piccolo dittatore che , mentre Sarkozy si guadagna il primato nel Atlantico , lui , Berlusconi e presso con le sue opere di carità che guarda caso riguarda le belle “ragazze povere” “bisognose ” e molto ma molto disponibili … Mentre un analfabeta , Bossi sta con la Germania e mentre i due servi super pagati sputano e offendono tutti e tutto sulle pagine dei loro giornali . A Proposito di Libero . la garante dovrebbe sanzionare il gesto fatto pubblico sulla prima pagina del giornale del 19.03.11. quell dittone spero che e stato dedicato al loro datore di lavoro e non al pubblico ….
    per chiudere ; meglio tardi che mai perché rischiavamo di fare una figura di merda nel mondo , o meglio .. un altra
    Atenzione ai giornali e tele giornali . Già ci hanno avvertito che questo imbecille di gheddafi darà 1 milione de armi alla popolazione ………
    Stronzate giornalistiche che fanno male solo ai deficienti ……

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    • Ho chiamato “ribelli” gli insorti per definire coloro che vanno contro uno stato di cose. Si poteva chiamarli anche rivoluzionari o oppositori. In questo mio caso la parola ribelli assume comunque una valenza positiva. Detto questo comunque bisogna sottolineare che le forze ONU non sono andate in Libia per aiutare i ribelli, ma per garantire i propri interessi se non addirittura per ampliare la propria influenza nel territorio.
      Poi la nostra classe dirigente è scandalosa! Non ci si può aspettare molto da chi sta in politica per non finire in galera!

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