LA COSTITUZIONE: IN ITALIA UN LIBRO CHE SI APRE E SI CHIUDE PER INTERESSE

Sono reduce da una bellissima serata, organizzata dalla sezione Anpi di Cazzago San Martino, trattante il tema della Resistenza. Innanzitutto volevo ringraziare tutti i compagni che si sono spesi per la realizzazione e l’ottima riuscita dell’evento. Secondariamente questa serata mi ha dato anche molto da pensare. Dalla lotta partigiana abbiamo avuto in dote un oggetto bellissimo e al tempo stesso prezioso, da custodire gelosamente: la nostra carta costituzionale. Si, proprio la nostra Costituzione che discende direttamente dai valori delle forze antifasciste. Una Costituzione che oggi purtroppo viene costantemente attaccata da un governo reazionario che, nonostante ripeta la cantilena del “noi siamo stati legittimati dal popolo”, cerca di mettere a tacere proprio quel popolo a cui si richiama. Lo mette a tacere cercando di bloccare i referendum, lo mortifica attaccando i diritti dei lavoratori, lo delegittima attaccando la Costituzione. Una carta che purtroppo, però, è diventata solo un pretesto per attaccare Berlusconi e non un vero pilastro per le forze del centro-sinistra.

La verità è proprio questa. Le forze del centro-sinistra, parlo in particolar modo del PD, ma anche di SEL, utilizzano la Costituzione come una mannaia a cui rifarsi quando il reazionario di turno commette la solita, purtroppo, grave imprudenza, uscendo dai binari della democrazia. Ma quando serve a loro uscire dai dettami della nostra carta costituzionale non ci pensano due volte a farlo. Mi riferisco in particolar modo alla guerra in Libia dove il PD l’ha sostenuta e il partito di Vendola ha sostenuto sin dall’inizio la “no fly zone”, che è un modo più carino di dire: “se esci dallo spazio consentito, ti attacchiamo”; quindi è guerra. La Costituzione ha un articolo ben preciso, l’articolo 11, che chiude ogni possibilità alle guerre: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.  Ora volevo chiedere a tutti gli esponenti dei partiti sopra citati cosa non sia chiaro di questo articolo. Magari la parola ripudia? E lo chiedo in particolar modo a colui il quale dovrebbe essere il garante della Costituzione stessa, quel Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, che per interessi di bandiera apre e chiude il libro della Costituzione al bisogno.

Non facciamoci poi fregare dalla voce grossa della Lega. La risoluzione votata poche settimane fa alla Camera, che gli esponenti del Carroccio hanno sostenuto compatti, prevedeva già uno sviluppo bellico; si parlava già di armare i nostri caccia bombardieri insomma. Quindi la vicinanza delle elezioni amministrative, la perdita dei consensi, ha portato a questo falso buonismo della Lega Nord, che non inganna nessun buon osservatore. Io credo poi che in politica bisogna essere il più coerenti possibile. Ed è per questo che la Federazione della Sinistra, fedele alla Costituzione e ai suoi principi, si rifà ad essa sempre, dicendo in questo caso no alla guerra in Libia; una guerra di meri interessi economici, come tutte le guerre fatte dall’Occidente d’altronde. La mossa corretta sarebbe quella di uscire dalla coalizione guerrafondaia che ci ha portato in Libia, proprio come ha fatto la Germania, che ne è rimasta fuori sin dall’inizio. Ma il nostro paese purtroppo non ha una classe dirigente dalla caratura di quella tedesca. La nostra classe dirigente è serva, non di Berlusconi, ma del berlusconismo, di un modo di pensare nato in questi ultimi 20 anni di disfacimento della società, che si è impossessato anche di alcuni spazi nel centro-sinistra e che sta spaccando le fondamenta dell’Italia e quindi con essa il nostro pilastro: la Costituzione. Per questo chiedo alla nostra Carta ormai moribonda: se ci sei ancora, batti un colpo!

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