SUL SIGNIFICATO DEL 15 OTTOBRE

Scrivo ad una settimana dagli eventi di Roma. E’ un ritardo voluto, che mi ha permesso di riordinare le molte idee che avevo e soprattutto di commentare gli eventi accaduti a freddo. E’ assodato che un gruppo di facinorosi abbia delegittimato una piazza di centinaia di migliaia di persone. Violenze che vanno condannate e perseguite dalla polizia, visto che hanno varie riprese di tutte le persone presenti in manifestazione e probabilmente conoscono anche i nomi e la provenienza di questi ribelli.

Io attacco queste persone per le violenze perpetrate nei confronti della città di Roma, ma attacco queste persone soprattutto perchè hanno rovinato una giornata importante come quella del 15 ottobre. In questo modo tutti i media non hanno più parlato di quanto la piazza chiedeva ma solo della distruzione che hanno vissuto le vie della capitale.

E’ in quest’ottica che mi chiedo a quante persone italiane, non politicizzate, sia arrivato il vero messaggio degli Indignati. Una piazza intera chiedeva un cambiamento del mondo economico, un cambiamento sociale; sostanzialmente un cambiamento in positivo verso quei milioni di giovani che hanno davanti ai loro occhi un futuro segnato dalla precarietà. Si chiedeva alla politica italiana di non pagare quel debito mostruoso che abbiamo, dovuto alle politiche neoliberiste degli ultimi decenni; o nel caso lo si voglia fare, che a pagare siano coloro che il buco finanziario l’hanno prodotto, cioè quelle banche che vengono continuamente ricoperte di soldi da parte dello Stato in modo da non far fallire un sistema in crisi.

Il movimento degli Indignati, con la sua giornata a Roma, sostiene che non dobbiamo credere a chi ci dice che il debito bisogna pagarlo. Vi sono fior di economisti che sostengono il contrario. E’ ovvio che il non pagamento del debito dev’essere una cosa graduale, fatta a tappe, ma è anche possibile farlo senza che lo Stato muoia. Non dobbiamo credere a quanti dicono che l’unica via d’uscita è l’austerità decisa dall’Unione Europea. Non dobbiamo credere a chi a livello europeo fomenta la speculazione finanziaria come la Banca Centrale che invece di comprare direttamente i bond dagli stati lo fa sempre attraverso le banche e quindi facendo continuamente progredire quel circolo vizioso che ci ha portato in questa situazione.

Non dobbiamo credere a quanti ci dicono che le cose non si possono cambiare! Indignamoci e lottiamo per avere un futuro migliore. Facciamoci sentire e facciamo vedere che noi ci siamo e che vogliamo contare! In una parola sola: partecipiamo!

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