IL BRINDISI DELL’ADDIO

Lo ammetto. Il giorno dopo le dimissioni di Berlusconi ho stappato una bottiglia di spumante. Era un ottimo frizzantino, ma con un retro gusto amaro. Un retro gusto amaro in quanto ci aspetterà un periodo di grandi sacrifici fatti dai soliti noti, i lavoratori dipendenti con le loro famiglie ridotte sul lastrico. Un periodo in cui un governo tecnico non serve, perchè darà delle risposte che sono esattamente quelle volute dalla BCE, da Goldman Sachs, dal Fondo Monetario Internazionale; insomma da coloro che hanno creato questa gigantesca speculazione. Ciò che era necessario ora erano le elezioni, con una coalizione di centro-sinistra che desse delle risposte diverse per uscire da questa crisi; non più tagli senza criteri, ma politiche di sviluppo basate soprattutto sul potenziamento della ricerca.

Ma ciò che mi fa rabbia del periodo appena concluso è che ci lascia in eredità una generazione traviata dai biechi valori del berlusconismo. La sua subdola campagna di manipolazione psicologica è iniziata negli anni 80 sulle televisioni Fininvest con i programmi come “Drive In”, passando poi per gli anni 90 con programmi come “Il bagaglino”, arrivando ai giorni nostri con reality show a go-go e programmi demenziali come “Uomini e Donne”. Tutto ciò cos’ha prodotto? Giovani che credono che sia facile avere successo, magari vendendo il proprio corpo, facendo venir meno l’idea dell”impegno e della dedizione. Ci lascia in eredità una generazione che non crede più di poter incidere nella vita comune; io la chiamo la “Generazione Delega” in quanto si delega sempre qualcuno perchè prenda decisioni al posto nostro. Il prendersi le proprie responsabilità è una pratica che sta venendo sempre meno. La visione individualista l’ha fatta poi da padrone, facendo anche prevalere l’idea che essere furbi e aggirare le regole paghi molto di più che essere onesti.

Berlusconi ci lascia poi in dote le grasse risate che il mondo si faceva alle nostre spalle per via dei suoi atteggiamenti poco consoni alla vita di un premier. La perdita di credibilità dell’Italia è un fardello molto grande che non ci ha permesso di gestire al meglio la crisi; gestione che è partita in ritardo in quanto un governo di irresponsabili ha intenzionalmente celato la gravità della situazione. Potrei andare avanti ancora per molto, molto tempo a scrivere delle sue malefatte, parlando dei suoi rapporti con i mafiosi, con i fascisti che teneva al governo ecc.., ma mi interrompo qui per non tediarvi oltre.

Sono ormai 10-11 anni che seguo la politica e Berlusconi me ne ha fatte passare di tutti i colori; la rabbia che provavo per colpa sua, per la sua arroganza, per le malefatte sopra elencate, è stata immensa ed è per questo che speravo cadesse in aula, sfiduciato dai suoi, umiliato da un Parlamento che lui giornalmente ha umiliato. Purtroppo si è dimesso e anche questo ha reso il frizzantino un pò amaro. Ma comunque il bicchiere l’ho finito augurandomi di esserci lasciati per sempre alle spalle questo periodo buio della nostra storia e sperando che la politica italiana abbia imparato dai suoi errori e si elevi arrivando ad avere una classe dirigente degna della bellezza del nostro paese.

3 pensieri su “IL BRINDISI DELL’ADDIO

  1. io non credo in una “manipolazione psicologica” attraverso programmi televisivi; la tv spazzatura non esiste rigogliosa solo qui da noi, pure in germania hanno fatto 11 edizioni del grande fratello e mi sembra che li stiano benone. il problema è che da noi si è sviluppata in un ambiente privo di capacità di giudizio critico, ed è questo che è stato la fortuna di berlusconi.
    berlusconi ed il berlusconismo sono frutti di questa mancanza. siamo noi italiani ad aver creato questo personaggio e questo modo di far politica. berlusconi è stato solo molto furbo: ha capito che agli italiani piace vedere il culo in prima serata ed ha fatto i miliardi, ha capito che si poteva governare con populismo e demagogia ed è durato 10 anni.
    siamo noi a dover cambiare.

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  2. Indubbiamente Greg; io sono però convinto che la manipolazione ci sia stata, su un popolo che diciamo era predisposto a questo. E siamo d’accordo che siamo noi a dover cambiare per far si che la storia non si ripeta!

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