Le spese pazze del Pirellone: ladroni a casa nostra!

«Si è indubbiamente al cospetto di condotte tradottesi in atti di mala gestio di denaro pubblico». Una frase ripetuta per otto volte per altrettanti consiglieri regionali della Lombardia in carica dal 2008 al 2012: complessivamente, hanno speso 500mila euro di soldi dei contribuenti per acquisti che, secondo la Procura della Corte dei conti, nulla hanno a che fare con il mandato istituzionale. C’è di tutto, dai pranzi di compleanno ai sigari. Ed è davvero difficile, del resto, capire come bottiglie di vino, cesti natalizi, computer e tablet a profusione e cioccolatini possano rientrare tra le spese istituzionali. Soprattutto se gli amministratori in questione avevano già di default rimborsi chilometrici forfettari e una robusta dotazione tecnologica. Che nessuno, nota la Corte dei conti, ha riconsegnato al Pirellone a fine mandato.

I magistrati contabili hanno chiuso la terza tranche di contestazioni per danno erariale a carico dei partiti di maggioranza (indagini aperte per gli altri): tra Pdl e Lega si arriva a 1,5 milioni di euro. Sotto indagine quattro consiglieri del Pdl — Carlo Saffioti, Sante Zuffada, Angelo Giuseppe Giammario e Marcello Raimondi — e quattro della Lega — Alessandro Marelli, Cesare Bossetti, Roberto Pedretti, Ugo Parolo — assieme ai rispettivi capigruppo (Stefano Galli per il Carroccio, Giulio Boscagli e Paolo Valentini per il Pdl), questi ultimi perché responsabili dei rimborsi dati per spese «spesso palesemente attinenti interessi personali», come scrivono i magistrati, sulla base delle certosine indagini della guardia di finanza.

Recordmen delle spese contestate sono Giammario con 114.486,36 euro, Zuffada con 112.667,54 euro e Saffioti con 105.668,42 euro. Ma per quanto le cifre fuori norma dei leghisti vadano da 17 a 32mila euro, è il principio che non cambia. Giammario si fa rimborsare pranzi e cene a profusione (anche al Gold e da Bulgari), spesso per numerose tavolate (45 coperti per 1.125 euro del febbraio 2008 al ristorante Mare rosso, zona pdl di viale Monza), sceglie addobbi floreali da almeno 170 euro e biglietti da visita color avorio di Pineider (mille pezzi, 1.390 euro); compra 300 copie del libro di Gabriele Albertini (2.160 euro) e 120 bottiglie di Refosco. Poi mette in conto 260 euro il 22 ottobre 2008 per una spesa al night Nepentha per un non precisato “evento di comunicazione”.

A marzo 2011, nel giorno del suo compleanno, il leghista Parolo (l’unico ancora in carica), si fa rimborsare 72 euro di ristorante. «Evidentemente  ironizzano i magistrati  il consigliere ha voluto celebrare tale ricorrenza con il/la commensale prescelto/a con un incontro istituzionale di rappresentanza». Idem per Zuffada, che «avrebbe tenuto ripetutamente pranzi e cene istituzionali a Bereguardo e Gaggiano il giorno del proprio compleanno dal 2008 al 2010 sempre con altre tre persone». Raimondi, invece, spende 2.527 euro per 120 copie del libro Maria Regina, icone dell’Italia del Sud.

Pedretti ha una passione per i vini, mentre Marelli fa ripetuti acquisti in una macelleria (con spesa da 80 euro almeno) e mette tra i rimborsi 15,5 euro di aerei di carta, assieme ai toscanelli (cinque sigari e un tramezzino: 7,2 euro). Bossetti dimentica le battaglie padane, sedendosi al ristorante Izu Sushi Dining e spendendoci 175 euro (un solo coperto). Tutti hanno ora 30 giorni per rispondere alle contestazioni.

da LAREPUBBLICAMILANO.IT

di L. De Vito e O. Liso

2 pensieri su “Le spese pazze del Pirellone: ladroni a casa nostra!

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