La lettera in cui spiego perché lascio Rifondazione

fiori_e_farfalle_astrattiCare Compagne e Cari Compagni,

è con grande difficoltà che vi scrivo questa lettera. Ho deciso di rassegnare le dimissioni dall’incarico regionale come Responsabile Scuola e dalla segreteria provinciale di Brescia e di non rinnovare la tessera il prossimo anno. Rifondazione Comunista è stata per me una seconda casa; un progetto per cui mi sono adoperato con tutto il cuore perchè ho creduto e credo tuttora nei suoi ideali. Le ultime vicende interne al partito a livello nazionale, la mancanza di una linea politica chiara e forte, che da anni ci contraddistingue, mi hanno portato però a questa dolorosa conclusione. Molte delle decisioni o forse è meglio dire molte non decisioni prese a livello nazionale mi portano a fare questa scelta. In questo ultimo periodo purtroppo mi sembra che pensiamo più a curare il nostro piccolo spazio elettorale, chiudendoci talvolta, piuttosto che costruire qualcosa che servirebbe realmente alle persone che guardano a noi e ad altre forze di sinistra con una speranza: costruire un soggetto che possa proporre politiche reali e credibili di sinistra che tuteli e sostenga coloro che sono stati travolti o messi in difficoltà da questa crisi e contemporaneamente proponga politiche che possano trascinarci fuori da questo momento di immane difficoltà economica e sociale. Credo che questo purtroppo Rifondazione non possa farlo, come non possa farlo nessun altro partito della sinistra italiana, a meno che non si depongano le armi e si inizi, insieme, a fare un ragionamento su che fare del nostro domani. Ma ad oggi questa volontà non mi sembra esserci, per i troppi paletti e i troppi distinguo che giungono anche, ma non solo, dal nostro partito.

Nel mio futuro mi batterò perchè il soggetto che ho citato possa nascere perchè ritengo fondamentale che anche in Italia, come in tutti i paesi europei, debba esserci una sinistra degna di tal nome.

Ringrazio quanti hanno creduto in me ed in particolar modo Fiorenzo Bertocchi.

Con immutato affetto e immutata stima,

Andrea Sciotti

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