Il Punto: Quando un referendum sveglia l’assopita democrazia

Democrazia significa letteralmente governo del popolo: dal greco demos, popolo, e cratos, potere: nacque nella Grecia delle città-stato, ad Atene.

E’ curioso come proprio in questo periodo, dopo anni di assopimento, l’idea reale e concreta di democrazia sia tornata, partendo proprio dalla sua culla, dalla Grecia. Sto parlando del referendum proposto dal leader greco Alexis Tsipras ai suoi concittadini sull’accettazione o il diniego delle proposte dell’Unione Europea.

L’assopimento di cui parlavo lo si è riconosciuto dal polverone di critiche sollevate dalla scelta del governo greco: alcuni vedono addirittura l’incostituzionalità nel chiedere il proprio parere ai cittadini.

Sollevare critiche ad un referendum mi porta a pensare quanto realmente sia lontana la democrazia odierna dal concetto reale di democrazia. Oggi ci scandalizziamo quando un premier chiede un referendum. Ci scandalizziamo perché non siamo più in grado di esercitare una democrazia diretta perché negli ultimi 20-25 anni si è impossessato di noi e del nostro pensiero democratico il sistema della delega: deleghiamo qualcuno che difenda i nostri interessi e le nostre idee, senza poi però controllare che il delegato faccia il suo compito.

Proprio come diceva Bobbio nel suo libro: “Il futuro della democrazia” credo che la moderna democrazia sia divenuta un “mercato politico”: i partiti regolano i loro rapporti tramite la logica privatistica dell’accordo, non disciplinato dalla costituzione. Mentre il “piccolo mercato” si svolge tra i cittadini elettori e i partiti: l’idea è il do ut des; l’elettore si trasforma in cliente e al voto di opinione si sostituisce il voto di scambio.

Per tornare a Tsipras ho sentito invettive contro la sua scelta. Ho sentito virgolettarlo come il Ponzio Pilato del XXI secolo. Ovvio che questa sia una scelta politica e anche una mossa per mettere in difficoltà la cosiddetta “troika”. Ma non vi è nulla di più dignitoso che dare la parola ai cittadini, a quel popolo greco che per anni è stato umiliato.

Sento dire: “Tsipras ha convocato il referendum solo perché sa di poterlo vincere”. Puo’ essere vero. I cittadini voterebbero contro a delle proposte umilianti, ad un aumento dei prezzi e ad una diminuzione dei salari e dei propri diritti, ad un taglio dello stato sociale. Come potrebbero i cittadini accettare tutto questo? Come può’ la tanto democratica Europa fare proposte di questo tipo?

Ma a questo punto io mi chiedo anche come mai la nostra classe dirigente non ha mai chiamato noi cittadini alle urne per decidere delle più grandi decisioni europee come il Fiscal Compact, il pareggio di bilancio, l’aumento delle pensioni, l’aumento dell’Iva ecc.. Tutte soluzioni volute dall’Europa e non da noi?

Ad oggi l’Europa manca del vero concetto di democrazia, cioè il potere del popolo: il popolo non puo’ scegliere nulla, ma si vede calare dall’alto tagli e scuri contro il proprio futuro.

Io sono favorevole all’Europa, ma dev’essere un’Europa realmente democratica. Ad oggi non lo è.

“Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola” come dice Tsipras. E io non posso che essere d’accordo con le sue parole. E con il referendum.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...