Cambiamenti climatici: non nascondiamoci dietro una foglia di fico

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Per il “Manerbio Week” ho scritto quest’editoriale sui cambiamenti climatici dopo la tempesta perfetta che ha colpito la provincia di Brescia nei giorni scorsi. E’ un editoriale che vuole essere uno sprone per tutti noi, così come vuol far sì che ognuno si prenda le proprie responsabilità.

Non nascondiamoci dietro ad una foglia di fico e non facciamo finta di nulla. Certe calamità sono, in parte, anche responsabilità nostra, dell’uomo, che ha portato ad un innalzamento climatico vertiginoso in questi ultimi anni. Giustamente direte che le tempeste, le grandinate, le bombe d’acqua e i venti forti sono esistiti sin dall’alba dei tempi. Ma non possiamo non notare come negli ultimi anni sempre più calamità naturali stiano avvenendo nel nostro Paese e, più in generale, nel mondo.
Quando sentiamo dire «non esistono più le stagioni di una volta» dobbiamo purtroppo essere d’accordo. Passiamo ormai da temperature estive a gelate improvvise, com’è avvenuto nel mese di aprile, come ricordano tanti agricoltori e viticoltori. Passiamo dai giorni di calura spropositata ad un calo anche di 15-18 gradi.
Non è un caso quindi che i grandi della Terra abbiano, già vent’anni fa, con l’ormai famoso protocollo di Kyoto, iniziato a parlare del surriscaldamento globale, dovuto ai gas serra. Come non è un caso che sia stato ratificato, nel dicembre 2015, l’accordo della conferenza di Parigi che intende contenere al di sotto dei due gradi il surriscaldamento globale, attraverso una serie di politiche ambientali.
Purtroppo l’odierna Amministrazione americana del presidente Donald Trump ha deciso di non rispettare l’accordo preso dal suo predecessore, Obama, a Parigi. Ma in questo modo non comprende, o fa finta di non farlo, l’enorme rischio che, il più grande paese industrializzato del mondo, con una percentuale molto alta di emissioni di anidride carbonica, sta facendo correre all’intero pianeta. Solo gli egoisti non vedono che dall’accordo di Parigi e dai cambiamenti climatici passa il nostro futuro economico e sociale. 
Ogni uomo quindi nel suo piccolo deve cercare di aiutare a rendere più omogeneo possibile il clima, altrimenti, come ben sappiamo, poi la natura prende sempre la sua rivincita.

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